In anni recenti, un crescente numero di teorici è giunto a rappresentare le motivazioni di ciascun individuo come dipendenti consciamente e inconsciamente dall’influenza reciproca. Quest’ultima rappresentazione della motivazione, con la quale concordo, stabilisce che la vita affettiva del bambino e di chi si occupa di lui, dell’adulto e degli altri significativi, e del terapeuta e del paziente sia influenzata dall’altro e a sua volta lo influenzi.

Tutte le volte che avviene una reciproca regolazione dell’affetto e della motivazione avviene anche un’autoregolazione.

Lichtenberg, 2008


Introduzione

Il legame tra motivazione ed emozioni è indissolubile e precoce: comincia nelle prime fasi dello sviluppo e prosegue lungo la nostra esistenza.

Quando cresciamo ci riferiamo alla motivazione intendendone i sottostanti bisogni, desideri e intenzioni. In continuità, le emozioni forniscono salienza esperienziale e significato ai pensieri e alle azioni dunque al manifestarsi delle nostre motivazioni.

Nel seguente articolo, recuperiamo due prospettive in grado di intersecarsi ma anche di differenziarsi: la prima prospettiva di Liotti e la seconda di Lichtenberg, le quali risultano essere interessante nella misura in cui per molto tempo, nella teoria psicoanalitica, è stata conferita una posizione secondaria alle emozioni.


La prospettiva di Liotti

La Teoria dei sistemi motivazionali di Liotti si colloca all’interno di una cornice che integra la prospettiva etologica-evoluzionistica, le neuroscienze, la teoria dell’attaccamento e la psicoterapia (Liotti e Farina, 2011).

Cosa sono i sistemi motivazionali?

I sistemi motivazionali sono sistemi cerebrali e mentali derivanti dall’evoluzione che regolano e/o controllano il comportamento e le emozioni in funzione di determinati scopi o valori fondamentali. In altre parole, i sistemi motivazionali rappresentano tendenze innate ad agire in vista di una meta specifica capaci di regolare e organizzare il nostro comportamento e le nostre emozioni. Sebbene abbiano una base innata, i sistemi motivazionali sono influenzati dall’apprendimento, dalle circostanze ambientali e dalla cognizione (Liotti e Farina, 2011; Liotti e Fassone, 2017).

Possiamo distinguere tre principali classi di motivazioni in base agli scopi perseguiti:

  • sistemi motivazionali innati non sociali i cui obiettivi sono ascrivibili all’omeostasi, all’esplorazione dell’ambiente e alla difesa dal pericolo ambientale.
  • sistemi motivazionali epistemici che riguardano il bisogno di usare il linguaggio e di sviluppare la conoscenza mediata dal linguaggio.
  • sistemi motivazionali interpersonali (SMI) che regolano l’interazione sociale.

I Sistemi Motivazionali Interpersonali (SMI)

Cosa sono i Sistemi Motivazionali Interpersonali? Essi vengono descritti da Liotti come tendenze universali, biologicamente determinate e selezionate su base evolutiva. Ciascun sistema motivazionale interpersonale è concepibile come un sistema a base innata capace di regolare il comportamento sociale e l’esperienza emozionale. Intenzionalità e variabilità individuale caratterizzano i sistemi motivazionali. Nel momento in cui si attivano socialmente, gli SMI orientano il comportamento interpersonale, le emozioni e il rapporto sé-altro.

I sistemi motivazionali interpersonali sono cinque e sono definite sequenze emozionali differenti per ciascuno SMI. Le esperienze emozionali variano in funzione del conseguimento di uno scopo specifico oppure in base agli ostacoli che si incontrano nel raggiungimento della meta desiderata. Infine, le suddette sequenze emozionali si attivano in modo complementare tra due individui interagenti l’un l’altro (Liotti e Farina, 2011; Liotti e Fassone, 2017).

Breve descrizione dei Sistemi Motivazionali Interpersonali

  • Sistema dell’attaccamento

Il fine del sistema dell’attaccamento è la vicinanza con un caregiver (base sicura) nei momenti di pericolo. Le emozioni che si rilevano in situazioni in cui la meta non viene raggiunta sono paura e rabbia; mentre nel momento in cui la vicinanza affettiva è raggiunta, le emozioni esperite sono relative a fiducia e sicurezza. Il sistema motivazionale complementare al sistema dell’attaccamento è quello di accudimento.

  • Sistema dell’accudimento

Si attiva dinanzi le richieste di conforto e vicinanza di un altro individuo. Le emozioni attive quando la meta è ostacolata possono essere riferite ad ansia e colpa. Al contrario, si esperisce gioia e sollievo nel raggiungimento dell’aver accudito l’altro.

  • Sistema agonistico o di rango

Il sistema di rango ha come meta il potere e la dominanza. L’aggressività presente in questo sistema non è volta necessariamente a ledere l’altro, piuttosto a far sì che quest’ultimo dia segnali di resa per poter raggiungere lo scopo di dominanza.

  • Sistema cooperativo paritetico

Il fine consiste nel raggiungimento di un obiettivo comune attraverso azioni congiunte.

  • Sistema sessuale di coppia

La prospettiva di Lichtenberg

Altri autori come Gilbert e Lichtenberg hanno approfondito la tematica relativa ai sistemi motivazionali interpersonali.

La differenza principale tra il nostro modello e quello di Lichtenberg è che Lichtenberg usa la ricerca nell’ambito dello sviluppo (l’infant research) per proporre una tassonomia dei sistemi motivazionali di base; mentre noi, per raggiungere lo stesso obiettivo abbiamo combinato un approccio legato allo sviluppo del ciclo di vita con un approccio evolutivo.

Cortina e Liotti, 2005

All’interno della teoria dei sistemi dinamici non lineari, Lichtenberg descrive la multidimensionalità della motivazione, la quale è determinata da:

  • bisogni del Sé (autoregolazione);
  • influenza del contesto ambientale (regolazione mutua);
  • reciprocità e interazione tra Sé e l’ambiente.

Alla domanda da cosa derivano i sistemi motivazionali, l’autore risponde che essi si auto-organizzano e si stabilizzano nel corso dell’esperienza intersoggettiva vissuta. In questo modo, si sottolinea la lontananza dalla teoria pulsionale e dal concetto di bisogno in quanto Lichtenberg evidenzia come lo sviluppo dei sistemi motivazionali in interazione tra loro e con quello di altri individui implichi un senso di agency attivo della persona.

Lo sviluppo è un processo intrinsecamente attivo che crea le proprie categorie, le proprie intenzioni, i propri significati e obiettivi o i propri sistemi motivazionali emergenti.

Lichtenberg, Lachmann e Fosshage, 2012

Ciascun sistema motivazionale permette il dispiegarsi di affetti, intenzioni e obiettivi simili che interagiscono con gli affetti, le intenzioni e gli obiettivi di altri individui.

Lichtenberg individua sette sistemi motivazionali, costituiti da più sottosistemi, in continua interazione con gli altri.


Alcuni concetti di base dei sistemi motivazionali:

  • Prendono vita dalle esperienze vissute di un individuo che si intreccia con la matrice delle altre persone;
  • La motivazione dominante cambia in base a bisogni interni e alle richieste ambientali;
  • Rappresentano le fondamenta per il senso di Sé e la sua coesione;
  • Ciascun sistema è caratterizzato da una tensione dialettica: il raggiungimento di un equilibrio di tale tensione implica ricompense di tipo emotivo, mentre la mancanza di successo attiva emozioni negative.
  • Gli affetti costituiscono il linguaggio dei sistemi motivazionali indicando che un tale sistema motivazionale sia attivo.

I sistemi motivazionali individuati da Lichtenberg

  • Sistema della regolazione psichica dei bisogni fisiologici: la regolazione psichica dei bisogni primari deriva dall’esperienza della matrice bambino-caregiver;
  • Sistema dell’attaccamento;
  • Sistema del caregiving;
  • Sistema dell’affiliazione riferibile alla protezione del gruppo;
  • Sistema esplorativo-assertivo;
  • Sistema avversivo;
  • Sistema sensuale-sessuale.

In base alla prospettiva intersoggettiva di Lichtenberg, il sistema motivazionale dell’attaccamento include non solo la ricerca di una base sicura come delineato da Bowlby e poi ripreso da Liotti, ma anche le esperienze di rispecchiamento, di comunanza, il conoscere e l’essere conosciuto dall’altra persona con cui si ha un legame di attaccamento.

Consideriamo la sicurezza e tutte le emozioni positive caratteristiche delle relazioni diadiche e triadiche come qualcosa che costituisce nel suo insieme il sistema motivazionale dell’attaccamento.

Lichtenberg, Lachmann e Fosshage, 2012

Il sistema di caregiving è un sistema motivazionale che include obiettivi non limitati alle cure materne poiché le caratteristiche del caregiving sono riscontrabili in altre e diverse circostanze. L’attivazione di questo sistema avviene quando la persona è concentrata su intenzioni, bisogni, desideri e stati mentali di un’altra persona.

Per quanto riguarda il sistema esplorativo-assertivo, Lichtenberg afferma di assumere una posizione diversa dagli autori della teoria dell’evoluzione. Il sistema esplorativo spinge verso l’acquisizione di una competenza e dell’essere efficaci in uno specifico comportamento. Quest’ultima assume una connotazione di dominanza, ma viene precisato che non è intesa in maniera antagonistica.

Passando al cosiddetto sistema avversivo, Lichtenberg spiega come l’avversità si attivi in situazioni esterne di minaccia oppure attraverso associazioni e inferenze da parte dell’individuo. Di conseguenza, le intenzioni del comportamento assumono la forma di antagonismo o ritiro, attacco o fuga. All’interno di un campo intersoggettivo si potrà manifestare la dominanza oppure la sottomissione. Nel corso dell’esperienza infantile, risulta fondamentale il ruolo del caregiver e la sua sicurezza nel mitigare lo stato avversivo del bambino affinché tali reazioni non si cristallizzino in età adulta.


La teoria dei sistemi motivazionali applicata alla clinica

Sistemi motivazionali e trauma

Liotti ritiene fondamentale conoscere i sistemi motivazionali interpersonali per comprendere come essi si manifestano negli sviluppi traumatici al fine di applicare un’adeguata logica di trattamento.

Ricordiamo brevemente che, nella sua prospettiva, i sistemi motivazionali si organizzano gerarchicamente rispetto alle strutture cerebrali (Liotti e Farina, 2011):

  • Primo livello: Regolazione fisiologica, esplorazione e sistema di difesa (Reti neurali del tronco encefalico);
  • Secondo livello: Sistemi Motivazionali Interpersonali (Sistema limbico);
  • Terzo livello: Metacognizione, mentalizzazione e teoria della mente (Neocorteccia).

In base a questa organizzazione, sistemi motivazionali che appartengono a diversi livelli possono essere attivi simultaneamente. Invece, quando si attiva un sistema di un dato livello ciò conduce ad una inibizione degli altri sistemi dello stesso livello. Questo funzionamento dell’organizzazione dei sistemi motivazionali è importante da un punto di vista clinico. Liotti infatti spiega come il sistema di difesa e il sistema di attaccamento siano coinvolti nella risposta dissociativa ai traumi così come nell’attaccamento disorganizzato in cui i sistemi entrano in conflitto (Liotti e Farina, 2011).

Nello specifico, vengono ricondotti i sintomi principali del Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) all’iperattivazione del sistema di difesa. Riprendendo la teoria polivagale di Porges, quando il sistema di attaccamento non è capace di inibire il sistema di difesa può comparire più facilmente la dissociazione al termine dell’evento traumatico. Questo avviene perché l’attivazione del nucleo dorsale del vago non permette le funzioni integrative della coscienza.

È importante l’attivazione del sistema cooperativo nello scambio clinico attraverso una buona alleanza terapeutica considerata come uno dei principali strumenti. Tutto ciò conduce ad una maggiore capacità di riflessione e meta-cognizione (Liotti e Farina, 2011; Liotti e Monticelli, 2008; Liotti e Monticelli, 2014).


Sistemi motivazionali e intersoggetività

Lichtenberg pone l’accento sull’esperienza affettiva e, al tempo stesso, sull’importanza di comprendere le motivazioni durante lo scambio clinico. Scoprire lo scopo affettivo che il paziente cerca di raggiungere e comprendere quali intenzioni e obiettivi sono dominanti nello stato mentale del paziente e del nostro.

  • Qual era l’affetto provato durante e successivamente l’evento?
  • Quali erano l’affetto e l’obiettivo che il paziente cercava quando si comportava in un certo modo?

Queste semplici domande forniscono sia al terapeuta sia al paziente la possibilità di esplorare la motivazione tenendo in considerazione la complessità del desiderio, del bisogno e dei valori. Gli affetti vengono considerati come il filo d’oro che orientano la capacità del terapeuta di comprendere il sistema motivazionale attivo.

Nella diade terapeutica, avere una teoria dei sistemi motivazionali permette l’identificazione:

  • dell’attivazione di un determinato sistema motivazionale,
  • come esso opera,
  • le intenzioni, gli affetti e gli obiettivi del paziente.

Lichtenberg spiega come la messa in atto di un particolare sistema motivazionale fornisce informazioni rispetto ai ruoli assunti dall’analista e dall’analizzando. Dunque, la teoria dei sistemi motivazionali rappresenta uno strumento a disposizione dei componenti della matrice intersoggettiva. Essa può essere impiegata per valutare e seguire i cambiamenti delle intenzioni, i livelli impliciti ed espliciti dell’organizzazione psichica e le continue fluttuazioni degli stati mentali.

Cerchiamo ciò che è esplicito in qualsiasi comunicazione (il messaggio contiene il messaggio) e proviamo a distinguere quali intenzioni e obiettivi siano dominanti nello stato mentale del paziente (e il nostro).

Lichtenberg, Lachmann e Fosshage, 2012

La teoria dei frattali

Un punto fondamentale su cui si sofferma Lichtenberg è la capacità di esplorare l’esperienza di continuità e unità del Sé la quale è associata ai passaggi che avvengono tra sistemi motivazionali che cambiano.

Le caratteristiche e gli affetti di un sistema motivazionale possono assumere un ruolo fondamentale anche nel funzionamento di un altro sistema. In altre parole, vi sono caratteristiche comuni ai diversi sistemi. Ciò definisce il senso di continuità del Sé durante le fluttuazioni e i cambiamenti che avvengono nel passaggio da uno stato mentale ad un altro. A fronte di questi cambiamenti, l’individuo è capace di mantenere un senso di continuità della propria consapevolezza e della propria identità. Per esplicitare questo processo, Lichtenberg impiega il concetto di frattali: un costrutto matematico indicante iterazione o ripetizione assumendo la cosiddetta auto-similarità ripetitiva dei sistemi motivazionali.

Il sistema dell’attaccamento “contiene” i sentimenti positivi associati all’intenzione di costruire una relazione intima, sicura con l’altro. A un estremo, un legame di attaccamento può assumere una valenza negativa fondendosi e quindi spostandosi verso il sistema avversivo, oppure una valenza sensuale-sessuale fondendosi e in seguito spostandosi verso il sistema sensuale-sessuale, oppure una preoccupazione per il benessere dell’altro fondendosi e spostandosi sul sistema di caregiving.

Lichtenberg, Lachmann e Fosshage, 2012

2 July 2021
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Categorie: Teoria e Clinica
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L'autore

Elisabetta Masci

Founder

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